Ragade anale

La ragade anale è un’ulcerazione lineare dell’ano, talvolta solitaria, situata prevalentemente sulla commissura posteriore. Lunga fino a 2 centimetri circa e situata al confine tra la linea pettinata e la cute dell’anoderma. La sua presenza causa dolorosi spasmi dello sfintere anale.

Non vi è un’età specifica di insorgenza essendo la conseguenza di habitus alvini. L’età di maggiore incidenza è tuttavia quella giovanile ed adulta e sostanzialmente sovrapponibile nei due sessi.

La comparsa della ragade anale è solitamente dovuta alla stitichezza o alla diarrea protratte nel tempo. Spesso l’evento scatenante è rappresentato dal passaggio nel canale anale di una grande quantità di feci o di feci particolarmente dure (ad esempio dei fecalomi). Nei casi di stitichezza le feci sostano nell’intestino più del normale, si induriscono e al momento della defecazione, nel fuoriuscire causano un piccolo trauma alla parete anale. Il susseguirsi di questi eventi porta alla formazione della ragade. Gioca un ruolo essenziale l’ipertono dello sfintere anale interno, che causa, con ogni probabilità, una “micro-ischemia” localizzata che rallenta, e talvolta impedisce, la corretta rimarginazione dell’ulcerazione. La perdita di elasticità del canale anale secondaria a precedenti interventi di chirurgia anale può rappresentare un fattore predisponente.

La linea mediana posteriore è interessata in circa il 98% dei maschi e nel 90% delle femmine. Ragadi e fissurazioni in altra sede devono far pensare ad altri disturbi sottostanti, come ad esempio la malattia di Crohn.

Il sintomo caratteristico della presenza di ragade anale è il dolore parossistico ed urente. Viene spesso descritto dal paziente come tremendo e lacerante. Compare caratteristicamente a ogni defecazione e tende a durare da alcuni minuti fino a diverse ore dopo l’evacuazione. Talvolta tende ad associarsi il prurito in regione anale. Alcuni pazienti riferiscono in corso di evacuazione la perdita di qualche goccia di sangue, generalmente di colore rosso vivo. In rari casi si può verificare una vera e propria rettorragia. In molti casi vi è associazione con la presenza di fistola, ascesso perimetrale od emorroidi. Nelle ragadi cronicizzate spesso si osserva la comparsa di un polipo sentinella (infiammatorio) sul margine esterno. Non sono state riconosciute cause di familiarità o predisposizione.

I trattamenti cui si ricorre e che il chirurgo può proporre sono:

  • Il trattamento conservativo con farmaci topici
  • La dilatazione anale (fattibile a livello domiciliare od in sedazione)
  • L’infiltrazione con tossina botulinica
  • La sfinterotomia laterale interna