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	<title>admin, Autore presso Matteo Giovannini Chirurgo</title>
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		<title>Neoplasie del colon-retto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 00:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chirurgia addominale]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine neoplasia si intende la comparsa di una crescita di tessuto anomalo (variamente&#160;indifferenziato) nel contesto di un organo anatomicamente definito. Le forme intestinali sono relativamente frequenti e si ha una netta prevalenza a carico del grosso&#160;intestino, quelle del piccolo intestino sono tanto rare da considerarle casi eccezionali.&#160;Nel corso del tempo gli studiosi hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il termine neoplasia si intende la comparsa di una crescita di tessuto anomalo (variamente&nbsp;indifferenziato) nel contesto di un organo anatomicamente definito. Le forme intestinali sono relativamente frequenti e si ha una netta prevalenza a carico del grosso&nbsp;intestino, quelle del piccolo intestino sono tanto rare da considerarle casi eccezionali.&nbsp;Nel corso del tempo gli studiosi hanno cercato di comprendere quale fosse la motivazione per cui&nbsp;la distribuzione demografica vedesse picchi di incidenza in particolari contesti e si è giunti a&nbsp;definire una serie di esposizioni dannoso nella vita quotidiana, in particolare:</p>
<p>Alimentazione ad elevato tenore di lipidi<br />
Stipsi<br />
Alimentazione iper calorica<br />
Limitazione del movimento<br />
Contatto, specialmente prolungato, con alcune sostanze chimiche</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono importanti ma non escludono i fattori ereditari che mostrano una stringere&nbsp;correlazione.&nbsp;La neoplasia intestinale, sviluppandosi in una cavità di ampie dimensioni quale l&#8217;addome, non&nbsp;evoca subito un quadro sintomatologico specifico; salvo eccezioni i pazienti si rivolgono al medico&nbsp;quando la malattia è già instaurata. Uno dei sintomi più allarmanti è la percezione di tracce&nbsp;ematiche nelle feci ma un ruolo parimenti importante lo possono avere il calo ponderale&nbsp;ingiustificato, l&#8217;alterazione alvina in senso stitico, diarroico od alterno (cicli stipsi/diarrea).&nbsp;Esistono oggi vari sistemi di screening disponibili in commercio che hanno permesso una&nbsp;diagnostica precoce con una netta riduzione dei casi intrattabili chirurgicamente; quelli che, ad&nbsp;oggi, mostrano un buon riscontro sono il test del sangue occulto fecale (FOBT) come anche la&nbsp;colonscopia se si presentano caratteristiche anamnestico-cliniche che lo richiedano.&nbsp;Una volta giunti alla diagnosi di neoplasia intestinale si deve ricorrere alla rimozione chirurgica che&nbsp;prevede l&#8217;asportazione del tratto intestinale interessato dalla malattia, l&#8217;asportazione dei linfonodi&nbsp;del meso corrispondente e la linfadenectomia loco-regionale non tanto per &#8220;inseguire&#8221; potenziali&nbsp;cellule sfuggite al controllo, quanto per fornire all&#8217;oncologo elementi sufficienti a condurre la sua&nbsp;fase è strategia terapeutica.&nbsp;Oggi l&#8217;affinamento di tecniche sempre più rispettose e l&#8217;impiego di presidi di ultima generazione&nbsp;consente di minimizzare il ricorso a stomie, transitorie o permanenti.</p>
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		<title>Obesità</title>
		<link>https://www.matteogiovannini.it/2015/11/18/obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 15:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Le patologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il problema obesità è uno dei più diffusi oggigiorno e la si potrebbe etichettare come una malattia o piuttosto la normale conseguenza del benessere. Nel corso degli anni si è notato un progressivo incremento di incidenza con estensione della fascia d&#8217;età dapprima al l&#8217;adolescenza e successivamente all&#8217;infanzia. Nell&#8217;ambito di queste si riconosce una piccola percentuale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il problema obesità è uno dei più diffusi oggigiorno e la si potrebbe etichettare come una malattia o piuttosto la normale conseguenza del benessere. Nel corso degli anni si è notato un progressivo incremento di incidenza con estensione della fascia d&#8217;età dapprima al l&#8217;adolescenza e successivamente all&#8217;infanzia.<br />
Nell&#8217;ambito di queste si riconosce una piccola percentuale di soggetti affetti da endocrinopatie ma la stragrande maggioranza dei pazienti assume un apporto calorico ben superiore alle effettive esigenze della persona. In tal senso si vengono a distinguere gli overeater (coloro che introducono grandi volumi di cibo) e gli sweeteater (gli amanti degli alimenti dolci).<br />
Questa come altre categorizzazioni del paziente obeso non hanno solamente un fine descrittivo in quanto l&#8217;integrazione di questi aspetti con l&#8217;esame dei costumi alimentari della persona, i parametri laboratoristici, le valutazioni multidisciplinari preoperatorie e considerazioni strettamente tecniche determinano la scelta chirurgica.</p>
<p>Le tecniche a disposizione oggi si suole distingule in tre categorie:<br />
Restrittivi<br />
Malassorbitivi<br />
Misti</p>
<p style="text-align: justify;">I primi giocano sulla restrizione della tasca gastrica mediante approcci più o meno demolitivi; i secondi riducono la superficie intestinale preposta all&#8217;assorbimento del contenuto intesinale; gli ultimi, oggi molto apprezzati, sfruttano una combinazione dei primi due. Personalmente prediligo questa terza categoria perché a mio avviso consentono un calo ponderale costante senza gravi dispersioni da malassorbimento, inoltre, la restrizione della tasca gastrica attua una sorta di &#8220;educazione&#8221; o &#8220;moderazione&#8221; della tendenza all&#8217;iperfagia.<br />
Pur essendo procedure di chirurgia generale addominale presentano un rischio di complicazioni accentuato e la causa di ciò deve essere ricercata nella presenza di comorbidità di rilievo quali la<br />
sindrome metabolica, la limitazione funzionale della funzione diaframmatica,&#8230; Essendo una procedura gravata da tale rischio lo studio preoperatorio deve essere condotto in maniera estremamente approfondita.</p>
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